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Keep me in your memory
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Vietato agli Homer


lunedì, 05 ottobre 2009
Piove
vietatohomer forgets the wrong at 12:46 «

Probabilmente sono monotono.
Ma quando vado in scimmia è così.

Non scrivo da mesi, lo so, e nemmeno questo sarà un post scritto per chissà quale motivo. Sarà semplicemente un post in cui metto una canzone che mi piace, e che mi fa pensare al passato, con un sorriso malinconico, ma ormai sereno.
La canzone è la nuova di Alex Britti, il cui album uscirà verso Novembre (e che probabilmente mi comprerò, legalmente).

Alex Britti - Piove

Piove
sui monti e sulle scale
su petali e parole
sul cuore mio che batte
Piove sui poveri soldati
sui campi abbandonati e sulla mia città.

Piove
e mentre guardo il mare
ripenso alle parole
che mi hai lasciato scritte
Provo
un pò a dimenticare
infatti guardo il mare e non ci penso più

Agosto sembra ormai lontano
ma io sono vicino
a dove ti incontravo
semplice vestita in modo semplice
sei diventata complice e non ti scordo più...

Piove,
adesso come prima sto nella mia cucina
che mi preparo un pesce.
Cuoce lentamente il sugo
e nel frattempo annego
e non ci penso più.

Agosto è ancora nei miei sensi
ma tu cosa ne pensi
mi vuoi ancora bene
indice di una vita semplice
sei diventata complice ma non ti fidi più.

Chissà dove sarai adesso
dov'è tutto quel sesso,
quel caldo, quel sudore...
Chissà se ancora pensi al mare
al caldo da morire
che non si sente più..
Chissà se agosto è ancora nostro,
se ancora splende il sole
o poi magari piove..
Chissà se mai la frustrazione
diventa un'emozione
così non piove più.

Piove,
sui banchi della scuola
su ogni mia parola che non riesco a dire,
provo un pò a dimenticare
infatti guardo il mare
e non ci penso più...

Non so quando tornerò a scrivere.
Certo è che, se troverò altre canzoni che mi colpirà lo farò senza problemi.

Alessandro.

alex, piove, britti «
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domenica, 26 luglio 2009
Oggi
vietatohomer forgets the wrong at 01:17 «

No, oggi non è un giorno come gli altri. Non lo è perché, purtroppo, per la mia mente e per il mio cuore oggi è un anniversario. E' un anno esatto da quando, a Firenze, è iniziato tutto. Già, è finita ormai da due mesi, ma per me questo giorno è importante. Importantissimo.

Un anno fa, a Firenze, nella prima mattinata rivedevo, sotto una luce diversa, una persona. Una ragazza. Quella che, con il tempo, sarebbe diventata "LA" ragazza. Non una a caso.
Fu quel giorno che venne segnato "il record". Fu il giorno del bacio in un monolocale pieno di persone, senza che quasi nessuno se ne accorgesse.
Fu quel giorno che, forse, venne commesso il primo di una serie di errori, da parte di lei.
Fu quel giorno che, il mio cuore, venne aperto completamente ad una persona, che prima non avrei mai pensato di poter accogliere in quel modo nel mio cuore.

Ricordo ancora tutto. Dalla passeggiata per arrivare al binario, quando sono venuto ad accoglierti, passando per l'abbraccio appena scesa dal treno, il dito davanti la libreria a sollevarti il viso, gli abbracci all'interno del negozio di giochi di ruolo, e le carezze sulla schiena e sul fianco su quel divano. Ricordo ogni cosa, anche i baci sul treno, prima di partire. Ricordo i messaggi, tanti, mandati l'uno con l'altro mentre tornavamo in treno, sconvolti e contenti al tempo stesso.
Ricordo tutto.

E, sarei ipocrita, è impossibile per me non ricordare tutto quello con una grossa fetta di tristezza, perché ora come ora, tutto quello, è solo un ricordo. E tale resterà.

Scivola la mano piano a sfiorare dolcemente i contorni del tuo viso
lo scambio deciso di sguardi dipinge istanti ci sorprende amanti

Questi versi, parole di una canzone che ti dedicai proprio quel giorno. Una canzone di quei Ratti della Sabina che, con il tempo, ho apprezzato sempre di più. Parole di una canzone che, in molti passaggi, ricorda ciò che accadde quel giorno.
Lo sguardo quando ti sollevai il viso, l'imbarazzo quando camminavamo nel supermercato, la tristezza nel lasciarci quando sei tornata a casa.

Ma, ora, tutto questo lo sto mettendo da parte. Lo sto nascondendo in una parte del mio cuore, in una zona irraggiungibile ed impervia, che non vado mai a stimolare se non in momenti come questi.
Mi sta passando. O meglio, in parte, mi è già passata. E non mi è passata con l'aiuto di nessun altra ragazza, semplicemente il mio cuore se ne sta facendo una ragione.
Lo sento, a volte, invocare il tuo nome la notte prima di dormire. Lo sento, a volte, quando passa una canzone nell'iPod di quelle che ascoltavo pensando a te, che scalpita e vorrebbe urlare. Ma rimane sopito, rimane a letto e non dice nulla.

Sa che ora sei felice, sa che ora stai bene. Lo sa, perché non ha bisogno di sentirtelo dire per saperlo, non ha bisogno di vederti per sapere che stai bene. Lo sa, perché altrimenti starebbe male anche lui.

E' passato un anno, ed è arrivata la fine di quell'inverno di cui parlava la canzone. Ora, per te, è iniziata la primavera, una primavera che ti auguro duri per tutta la vita. Perché è da sempre ciò che voglio, saperti felice, ed ora che lo sei non faccio altro che ripetermi che è giusto così.
Tuttavia, ed ancora una volta la musica e le parole di una canzone mi vengono in aiuto, non riesco a fare a meno che scrivere.
Una canzone, in certi passaggi, cattiva, ma che in qualche modo racchiude il mio modo di vivere in questo momento. Un modo che nascondo, una parte di me che tengo nascosta, nel mio intimo, ma che ogni giorno si distrugge, lentamente, perché sente ancora la tua mancanza.

Alex Baroni - La distanza di un'amore

Sei rimasta dentro me 
nel profondo delle idee 
come il pezzo di una vita che non c'è 
come un ago nelle vene 
o una splendida bugia 
la ferita che oramai non va più via 
e non guarisce mai 
e non mi passa mai 
ogni giorno mando giù 
le mie lacrime per te 
ogni notte il letto è così grande che 
io ti scrivo ancora un po' 
e lo so che non dovrei 
che mi devo liberare 
dalla trappola di questo amore 
perchè non vivo più 
perchè mi manchi tu 
e questo cielo blu 
non lo posso sopportare 
ti vedo come sei 
e come ti vorrei 
non è lo stesso sai 
non ti posso perdonare mai 
ricomincerò da qui 
ricomincerò da me 
a rifare mille muri adesso che 
i tramonti che vedrò 
e le canzoni che farai 
sono un fuoco che mi brucia come mai 
e io povero sarò e tu povera sarai 
la distanza di un amore 
che non ho parole per spiegare 
perchè non vivo più 
perchè mi manchi tu 
e questo cielo blu 
non lo posso sopportare 
ti vedo come sei 
e come ti vorrei 
non è lo stesso sai 
non ti posso perdonare 
perchè un uomo non può vivere di se 
è forse questo da cambiare 
e ora passo il tempo a chiedermi 
che fai senza me 
perchè non vivo più 
perchè mi manchi tu 
e questo cielo blu 
non lo posso sopportare 
ti vedo come sei 
e come ti vorrei 
non è lo stesso sai 
non ti posso perdonare 
non ho sangue nelle vene 
mai

Mi manchi.
Mi manca ogni cosa.
Ma andrò avanti, sempre. Perché è giusto così.
E come sempre non so se, queste parole, ti arriveranno. Se, data la tua memoria, oggi penserai che non è un giorno come tutti gli altri. Se, forse, passerai di qui per non contattarmi direttamente, per assurdo, per vedere se io mi sarò ricordato.

Io non mi dimentico.
Non di questo.
Non di giorni come quello che ho passato un anno fa. Finalmente felice, dopo anni di buio. Finalmente consapevole di potermi sul serio innamorare di nuovo. Finalmente aperto con una persona nel mio intimo, completamente.
Cosa che, nessuno, fino ad ora ha mai visto.

Ora è momento di andare a letto, è meglio.
Domani mi aspetta una giornata piena. Una giornata che ho riempito apposta, per non pensare.
Per star meglio di come starei, se non pensassi.

Alessandro.

ileana «
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sabato, 04 luglio 2009
E' giusto così.
vietatohomer forgets the wrong at 20:25 «

Sta iniziando a passare. No, non a passare in senso "dimenticare", quello non ci riesco. Sta iniziando a passare in senso "Me ne faccio una ragione".
Sto iniziando ad essere felice, sebbene ogni tanto io abbia momenti in ciò che non capisco, per quello che sta succedendo. Ad essere felice perché lei è felice, come è sempre stato.
Come era quando lei si lasciava abbindolare dalle scuse altrui, e finiva per essere felice in quell'illusione che stava vivendo. Ed io, nel mio piccolo, la guardavo e sorridevo. Capivo. Ed ero felice.

Ora è uguale. Anche se non posso guardarla, nè sorriderle, nè capire.
Perché le sono lontano.

Tuttavia, a volte, mi fermo e penso. Penso a quello che è stato, ed a cosa di tutto quello è stato vero, è stato giusto. Cosa di tutto quello che c'è stato per lei è stato un errore, cosa rifarebbe, cosa non rifarebbe, cosa farebbe di più, cosa di meno...mi fermo a pensare se sia stato tutto un gioco o se realmente la cotta per me era abbastanza forte da farle pensare di provarci. Mi fermo a pensare se quello che c'è stato tra noi, ora, è solo un errore o è comunque qualcosa di importante, perché qualcosa di capitato nella più completa "sorpresa", convinta come era che non ci sarebbe stato nessun altro oltre la persona che, in quel momento, amava. Mi fermo a pensare cosa ne pensa dei discorsi riguardo l'amore, riguardo l'amore della sua vita, riguardo la persona che amava e che, finalmente, ora è riuscita e riesce giorno per giorno a dimenticare.
Anche grazie alla persona che ha accanto in questo momento.

Non so se mi leggi. E' una cosa che mi sono sempre chiesto. Anche se, molto probabilmente, non lo fai mai. Ed è giusto così.
Mi chiedo se, ogni tanto, pensi anche solo lontanamente a quel Tortellino che hai lasciato a Bologna, che ormai non fa più parte della tua vita.
Mi chiedo se, ogni tanto, ripensi a quella persona che stava fino le 3, la notte, a parlare con te al telefono. Solo per sentire la tua voce.
Mi chiedo se, ogni tanto, pensi a come ti ha ascoltato più di una volta, in lacrime, al telefono. Disperata per qualcosa che, ora, ti sembra così lontano.
Mi chiedo se, ogni tanto, non ti mancano le mie faccine orribili.
Mi chiedo se, ogni tanto, non ti mancano i miei doppi sensi, le mie battute da porco.
Mi chiedo se, ogni tanto, non ripensi a quello che è stato.

Ed ogni volta la risposta a queste domande, è no.
Ed è giusto così.

Anche se mi manchi, anche se una parte di me vorrebbe sentire di nuovo la tua voce. Ora l'altra è sicura che non deve. Che sta bene così. E che è la cosa giusta, per entrambi.
Spero solo, in un futuro, che le nostre vite tornino ad incrociarsi.
Perché sei sempre stata, per me, la persona più importante che ho avuto. E lo sei tutt'ora. E non riuscirò mai a rassegnarmi, una parte di me almeno, che non fai più parte in nessun modo della mia vita.

ileana «
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domenica, 28 giugno 2009
Chissà se...
vietatohomer forgets the wrong at 12:57 «

...ogni tanto ci pensi a quest'ultimo anno passato.
Chissà se ogni tanto pensi a quella persona che, nonostante sia convinta di ciò che vuole fare, continua a pensarti di tanto in tanto.

Chissà se per te sono stato qualcosa di più che un semplice errore.

Chissà se mai avrò risposta a queste domande.

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mercoledì, 24 giugno 2009
In fondo...
vietatohomer forgets the wrong at 14:02 «

...una parte di me è felice.
In fondo, una parte di me, sa che ora le cose potranno solo andare bene.
In fondo, una parte di me, sa che una parte dei suoi sogni si stanno avverando.

Non so se mai leggerà, se mai lo saprà, ma non è ipocrisia la mia. Sono felice.
Sono felice perché lei sta bene, perché è serena, perché è felice.
E parte della mia tristezza, oltre a quella per non averla più vicino e non poterla più sentire, viene proprio dal fatto di non essere io a renderla così felice.

Ha ragione Ornella. Non ho più autostima. Ci sarebbe da chiedersi dove è finita.
Il problema è che, quel poco che si era venuta a creare, è stata gettata a terra da quello che è successo.
Stavo riuscendo, finalmente, a credermi un bel ragazzo. Sia di aspetto che di carattere.
Invece ho scoperto, di nuovo, di non esserlo.
E questo fa male.

Ma mi rialzerò, prima o poi.
E sarò più forte di prima.

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