When my time comes
Forget the wrong that I've done
Help me leave behind some
Reasons to be missed
And don't resent me
And when you're feeling empty
Keep me in your memory
Leave out all the rest
Leave out all the rest
Leave out all the rest - Linkin Park
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Probabilmente sono monotono.
Ma quando vado in scimmia è così.
Non scrivo da mesi, lo so, e nemmeno questo sarà un post scritto per chissà quale motivo. Sarà semplicemente un post in cui metto una canzone che mi piace, e che mi fa pensare al passato, con un sorriso malinconico, ma ormai sereno.
La canzone è la nuova di Alex Britti, il cui album uscirà verso Novembre (e che probabilmente mi comprerò, legalmente).
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Alex Britti - Piove Piove Piove Agosto sembra ormai lontano Piove, Agosto è ancora nei miei sensi Chissà dove sarai adesso Piove, |
Non so quando tornerò a scrivere.
Certo è che, se troverò altre canzoni che mi colpirà lo farò senza problemi.
Alessandro.
No, oggi non è un giorno come gli altri. Non lo è perché, purtroppo, per la mia mente e per il mio cuore oggi è un anniversario. E' un anno esatto da quando, a Firenze, è iniziato tutto. Già, è finita ormai da due mesi, ma per me questo giorno è importante. Importantissimo.
Un anno fa, a Firenze, nella prima mattinata rivedevo, sotto una luce diversa, una persona. Una ragazza. Quella che, con il tempo, sarebbe diventata "LA" ragazza. Non una a caso.
Fu quel giorno che venne segnato "il record". Fu il giorno del bacio in un monolocale pieno di persone, senza che quasi nessuno se ne accorgesse.
Fu quel giorno che, forse, venne commesso il primo di una serie di errori, da parte di lei.
Fu quel giorno che, il mio cuore, venne aperto completamente ad una persona, che prima non avrei mai pensato di poter accogliere in quel modo nel mio cuore.
Ricordo ancora tutto. Dalla passeggiata per arrivare al binario, quando sono venuto ad accoglierti, passando per l'abbraccio appena scesa dal treno, il dito davanti la libreria a sollevarti il viso, gli abbracci all'interno del negozio di giochi di ruolo, e le carezze sulla schiena e sul fianco su quel divano. Ricordo ogni cosa, anche i baci sul treno, prima di partire. Ricordo i messaggi, tanti, mandati l'uno con l'altro mentre tornavamo in treno, sconvolti e contenti al tempo stesso.
Ricordo tutto.
E, sarei ipocrita, è impossibile per me non ricordare tutto quello con una grossa fetta di tristezza, perché ora come ora, tutto quello, è solo un ricordo. E tale resterà.
Scivola la mano piano a sfiorare dolcemente i contorni del tuo viso
lo scambio deciso di sguardi dipinge istanti ci sorprende amanti
Questi versi, parole di una canzone che ti dedicai proprio quel giorno. Una canzone di quei Ratti della Sabina che, con il tempo, ho apprezzato sempre di più. Parole di una canzone che, in molti passaggi, ricorda ciò che accadde quel giorno.
Lo sguardo quando ti sollevai il viso, l'imbarazzo quando camminavamo nel supermercato, la tristezza nel lasciarci quando sei tornata a casa.
Ma, ora, tutto questo lo sto mettendo da parte. Lo sto nascondendo in una parte del mio cuore, in una zona irraggiungibile ed impervia, che non vado mai a stimolare se non in momenti come questi.
Mi sta passando. O meglio, in parte, mi è già passata. E non mi è passata con l'aiuto di nessun altra ragazza, semplicemente il mio cuore se ne sta facendo una ragione.
Lo sento, a volte, invocare il tuo nome la notte prima di dormire. Lo sento, a volte, quando passa una canzone nell'iPod di quelle che ascoltavo pensando a te, che scalpita e vorrebbe urlare. Ma rimane sopito, rimane a letto e non dice nulla.
Sa che ora sei felice, sa che ora stai bene. Lo sa, perché non ha bisogno di sentirtelo dire per saperlo, non ha bisogno di vederti per sapere che stai bene. Lo sa, perché altrimenti starebbe male anche lui.
E' passato un anno, ed è arrivata la fine di quell'inverno di cui parlava la canzone. Ora, per te, è iniziata la primavera, una primavera che ti auguro duri per tutta la vita. Perché è da sempre ciò che voglio, saperti felice, ed ora che lo sei non faccio altro che ripetermi che è giusto così.
Tuttavia, ed ancora una volta la musica e le parole di una canzone mi vengono in aiuto, non riesco a fare a meno che scrivere.
Una canzone, in certi passaggi, cattiva, ma che in qualche modo racchiude il mio modo di vivere in questo momento. Un modo che nascondo, una parte di me che tengo nascosta, nel mio intimo, ma che ogni giorno si distrugge, lentamente, perché sente ancora la tua mancanza.
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Alex Baroni - La distanza di un'amore Sei rimasta dentro me |
Mi manchi.
Mi manca ogni cosa.
Ma andrò avanti, sempre. Perché è giusto così.
E come sempre non so se, queste parole, ti arriveranno. Se, data la tua memoria, oggi penserai che non è un giorno come tutti gli altri. Se, forse, passerai di qui per non contattarmi direttamente, per assurdo, per vedere se io mi sarò ricordato.
Io non mi dimentico.
Non di questo.
Non di giorni come quello che ho passato un anno fa. Finalmente felice, dopo anni di buio. Finalmente consapevole di potermi sul serio innamorare di nuovo. Finalmente aperto con una persona nel mio intimo, completamente.
Cosa che, nessuno, fino ad ora ha mai visto.
Ora è momento di andare a letto, è meglio.
Domani mi aspetta una giornata piena. Una giornata che ho riempito apposta, per non pensare.
Per star meglio di come starei, se non pensassi.
Alessandro.
Sta iniziando a passare. No, non a passare in senso "dimenticare", quello non ci riesco. Sta iniziando a passare in senso "Me ne faccio una ragione".
Sto iniziando ad essere felice, sebbene ogni tanto io abbia momenti in ciò che non capisco, per quello che sta succedendo. Ad essere felice perché lei è felice, come è sempre stato.
Come era quando lei si lasciava abbindolare dalle scuse altrui, e finiva per essere felice in quell'illusione che stava vivendo. Ed io, nel mio piccolo, la guardavo e sorridevo. Capivo. Ed ero felice.
Ora è uguale. Anche se non posso guardarla, nè sorriderle, nè capire.
Perché le sono lontano.
Tuttavia, a volte, mi fermo e penso. Penso a quello che è stato, ed a cosa di tutto quello è stato vero, è stato giusto. Cosa di tutto quello che c'è stato per lei è stato un errore, cosa rifarebbe, cosa non rifarebbe, cosa farebbe di più, cosa di meno...mi fermo a pensare se sia stato tutto un gioco o se realmente la cotta per me era abbastanza forte da farle pensare di provarci. Mi fermo a pensare se quello che c'è stato tra noi, ora, è solo un errore o è comunque qualcosa di importante, perché qualcosa di capitato nella più completa "sorpresa", convinta come era che non ci sarebbe stato nessun altro oltre la persona che, in quel momento, amava. Mi fermo a pensare cosa ne pensa dei discorsi riguardo l'amore, riguardo l'amore della sua vita, riguardo la persona che amava e che, finalmente, ora è riuscita e riesce giorno per giorno a dimenticare.
Anche grazie alla persona che ha accanto in questo momento.
Non so se mi leggi. E' una cosa che mi sono sempre chiesto. Anche se, molto probabilmente, non lo fai mai. Ed è giusto così.
Mi chiedo se, ogni tanto, pensi anche solo lontanamente a quel Tortellino che hai lasciato a Bologna, che ormai non fa più parte della tua vita.
Mi chiedo se, ogni tanto, ripensi a quella persona che stava fino le 3, la notte, a parlare con te al telefono. Solo per sentire la tua voce.
Mi chiedo se, ogni tanto, pensi a come ti ha ascoltato più di una volta, in lacrime, al telefono. Disperata per qualcosa che, ora, ti sembra così lontano.
Mi chiedo se, ogni tanto, non ti mancano le mie faccine orribili.
Mi chiedo se, ogni tanto, non ti mancano i miei doppi sensi, le mie battute da porco.
Mi chiedo se, ogni tanto, non ripensi a quello che è stato.
Ed ogni volta la risposta a queste domande, è no.
Ed è giusto così.
Anche se mi manchi, anche se una parte di me vorrebbe sentire di nuovo la tua voce. Ora l'altra è sicura che non deve. Che sta bene così. E che è la cosa giusta, per entrambi.
Spero solo, in un futuro, che le nostre vite tornino ad incrociarsi.
Perché sei sempre stata, per me, la persona più importante che ho avuto. E lo sei tutt'ora. E non riuscirò mai a rassegnarmi, una parte di me almeno, che non fai più parte in nessun modo della mia vita.
...ogni tanto ci pensi a quest'ultimo anno passato.
Chissà se ogni tanto pensi a quella persona che, nonostante sia convinta di ciò che vuole fare, continua a pensarti di tanto in tanto.
Chissà se per te sono stato qualcosa di più che un semplice errore.
Chissà se mai avrò risposta a queste domande.
...una parte di me è felice.
In fondo, una parte di me, sa che ora le cose potranno solo andare bene.
In fondo, una parte di me, sa che una parte dei suoi sogni si stanno avverando.
Non so se mai leggerà, se mai lo saprà, ma non è ipocrisia la mia. Sono felice.
Sono felice perché lei sta bene, perché è serena, perché è felice.
E parte della mia tristezza, oltre a quella per non averla più vicino e non poterla più sentire, viene proprio dal fatto di non essere io a renderla così felice.
Ha ragione Ornella. Non ho più autostima. Ci sarebbe da chiedersi dove è finita.
Il problema è che, quel poco che si era venuta a creare, è stata gettata a terra da quello che è successo.
Stavo riuscendo, finalmente, a credermi un bel ragazzo. Sia di aspetto che di carattere.
Invece ho scoperto, di nuovo, di non esserlo.
E questo fa male.
Ma mi rialzerò, prima o poi.
E sarò più forte di prima.